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Mar 03

Capolavoro o cabaret? Sì, ma facciamo in fretta

L’abito non fa il monaco, quindi un monaco senz’ abito non dovrebbe più essere un monaco, per logica  aristotelica. Così come un pontefice senza vestito, non è più un pontefice, è diventato oggi papa emerito.

Berlusconi vuole “eliminare” le toghe. Le toghe rosse. Cromaticamente siamo proprio a pezzi in questo paese. Il paese dei coriandoli.

Mi ricordo quando la saga divenne il nostro pezzo (a-colore) forte. Sono gli anni della satira politica e di costume, gli anni della Commedia all’italiana.  Primi anni cinquanta, Dc al potere. Censura preventiva sulle pellicole. Il tema fascismo e antifascismo non passa. Non deve passare. Perché. Siamo In piena guerra fredda, c’è il piano Marshall in azione, occorre rimuovere forzatamente il recentissimo passato. Poche ma chiare parole d’ordine. Tuttavia c’è qualcuno  che non si abbatte, che dribbla gli ostacoli e mette a segno dei capolavori. Abbiamo l’umorismo  che risponde a vent’anni di retorica di regime. Abbiamo una caricatura, nella maggior parte dei casi, dei gerarchi fascisti e dei loro subalterni. Abbiamo lo spirito del poeta disincantato da un lato, con l’amarezza che serpeggia ma con ancora la voglia di raccontare. Le sale cinematografiche si riempiono di spettatori. Le reazioni sono quelle di un popolo che finge di non ricordare ma segna così’ indelebilmente nella propria memoria il periodo appena trascorso. Lo stesso faranno gli storici, di cui il cinema divenne presto una delle fonti più frequentate.

 Il caso di Anni Facili di Luigi zampa, anno 1953. La censura lo bracca. 

 

Saranno infatti tre le revisioni  della  sceneggiatura  prima  di  dare  il  via  libera  alle riprese. Motivo ufficiale: la satira della burocrazia statale corrotta. Motivo occulto: la satira  dei  neofascisti,  che  fa  scattare  la  querela  del  maresciallo Graziani. Questa volta Andreotti non contiene le intemperanze dei funzionari del ministero ma il 22 ottobre 1953 il film esce. Peccato che da allora, il film è scarsamente riuscito  a circolare.

 

Per provare  a riprendere in mano le fila di una qualche parvenza di contemporaneità:  la comicità è sempre riuscita a imporsi sia per temperamento che per indole sul popolo italiano. Non mi sembra il caso di scomodare GianBattista Vico,  ma siamo di nuovo alle prese con qualcosa di simile,di molto vicino, per lo meno di somigliante. Ora non resta che aspettarci il capolavoro, come gli autori della Commedia all’Italiana seppero realizzare o il cabaret puro. Nudo e crudo. Vie di mezzo, onestamente, non ne vedo. per blog

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