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Ago 18

Usain, a scacchi con gli dei

Brutta storia quella di dover gareggiare per non vincere. Perché, prima durante dopo, e poi ancora,  volendo cambiare  l’ordine degli addendi, chi si accovaccia sui blocchi sa per certo di non poter vincere. Davanti a lui c’è e ci sarà comunque il fenomeno: Usain Bolt.

Stile, classe, facilità, perfino charme  accompagnano il giamaicano  quando, a lunghe falcate, tira dritto fino al traguardo. Facendoci scappare pure uno sguardo in macchina un attimo prima del “foto -finish”.

E’ diventato più maturo, nel tempo, il campione dei campioni. Ieri sera a Mosca, un’altra delle sue performance  SPETTACOLO, perché lui è spettacolo, anche. L’innato talento affiancato alla naturalezza lo porta ad essere istrionico e avvincente al tempo stesso, lanciato su qualunque pista di atletica. Dalla falcata lunga e fiera, bella anche per un esteta, tanto che bisognerebbe  studiarla per poi riprodurla,  direi di cercarci un  neo Canova.

Arriva al termine, Usain, senza battere mai ciglio, fresco riposato,  e soprattutto  pronto per la sua  “danzetta funky”.  Però, ridimensionato, dicevamo, più maturo rispetto ad anni fa. Ma ve lo ricordate il runner  classe 1986 nel  2006, 2008? Come no. Diverso,sì, nella gestualità successiva, esibizionista da far paura,  probabilmente più insicuro. Sicuramente molto poco diverso nei risultati.

A stasera, ragazzo, quando entrai di nuovo nell’olimpo degli dei, perché è così che andrà. Non perché qui siamo in presenza di sibille cumane, o profeti di alcun tipo. Per il semplice quanto banale fatto che il deus è lui. Ormai.bolt

 

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